Capitolo 15: La città delle mura
«Guarda, Artúr, vedi lassù? Quella è Cair Ligualid!», disse all'improvviso frate Mungo, indicando un punto lontano. Artúr sollevò la testa. Gli bruciavano gli occhi per la stanchezza — prima il viaggio infinito in barca, poi tutte quelle ore dentro il carro che sobbalzava a ogni sasso — ma quando vide le mura in lontananza sentì il cuore battere più forte. Era quasi arrivato. La città del grande Urbgen Pendragon. Finalmente lì avrebbe incontrato suo zio Riderch. Il capo delle guardie, Caimir, aveva parlato di loro come di due eroi, amici di suo padre Áedán. Artúr non aveva capito bene perché suo padre avesse deciso di mandarlo da suo zio, il fratello di sua madre Guenfron. Gli avevano detto che riguardava la sua formazione. Forse Riderch poteva insegnargli qualcosa che a Ioua non avrebbero potuto, o forse i guerrieri ai suoi ordini erano maestri di spada più esperti di quelli dalriadi... Trovava strano soltanto il fatto che la partenza dall'abbazia di Ioua fosse avvenuta così i...