Capitolo 8: A Cair Ligualid
Riderch e i bambini stavano ancora dormendo beatamente. Distesa sul letto, Languoreth godeva della calma che precede l'alba. La prima luce dell'aurora già filtrava nella stanza. Udì gli uccelli mattutini cinguettare fuori e, in lontananza, un cavallo al trotto. Cair Ligualid era una vera cittadina, un mondo a parte rispetto ad Alt Clut. Le antiche mura romane, per quanto diroccate, e le abitazioni in blocchi squadrati di sasso le ricordavano le città favolose delle storie che sua nonna le raccontava da bambina. E nel cortile dell'abitazione di re Urbgen c'era perfino una fontana in pietra, elegante e solida, dalla quale l'acqua sgorgava senza sosta. Dicevano che un condotto sotterraneo la portasse da un fiume lontano: un'opera lasciata dai Romani, molte generazioni addietro. Eppure funzionava ancora con la stessa regolarità, come un vero prodigio. L'alloggio che Urbgen aveva messo a loro disposizione era curato e dignitoso: pelli morbide stese sui giacigli, ...