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Visualizzazione dei post da aprile, 2025

Capitolo 1: In arrivo verso Hy

Il capitano della nave fece chiamare Leo a prora, dove il vento sferzava le vele, in quel mezzodì nuvoloso. Il tepore primaverile sembrava proprio non appartenere a quelle terre sperdute del nord. Osservando il mare dal bordo della nave, grigio come il cielo, e notando l'assenza di qualsiasi uccello in cielo, Leo si chiese verso quale recondito luogo dimenticato da Dio stessero dirigendosi. Zazo, il capitano, un omone dalla pelle scura, dai modi estroversi e socievoli, e abbigliato con vesti costose, lo attendeva a prora e lo salutò col suo sorriso sdentato: «Frate, semo arivando!», gli disse in un accento orribile e sgrammaticato. Gli indicò la costa che si profilava davanti a loro: «Là, là, a la siniestra, v'è l'isola, vedi?». Finalmente, l'isola di Hy e il suo isolato eremo. Leo aveva ricevuto ben poche informazioni su quel luogo. Durante la tappa precedente di quel lungo viaggio per i monasteri dell'Hibernia, Leo e fra Luciano, suo compagno di viaggio, avevano s...

Prologo: Al monastero di Vivarium

Il sole sorgeva radioso, illuminando il paesaggio con raggi dorati. Luciano, avvolto nella sua tunica invernale, era uscito ai primi bagliori dell'alba, secondo sua abitudine. Man mano che il sole saliva sull'orizzonte, l'aria si scaldava, eccezionalmente tiepida per la fine di novembre. Luciano si crogiolava volentieri nel tepore, mitigato da una leggera brezza. Ogni mattina era solito ritirarsi all'aperto a meditare. Spesso, appoggiato a una roccia, osservava il mare e i nibbi che solcavano il cielo sopra di lui, e il suo cuore si riempiva di gradito stupore. "Quanto è meraviglioso il Creato!", gli capitava di pensare tra sé e sé. Anche quella mattina si era immerso nella serenità della natura, quando a un tratto gli sovvenne che era giunto il momento di rientrare al Vivarium. Cominciò quindi a incamminarsi in direzione del monastero: lo attendevano i compiti della giornata. Doveva riprendere la ricopiatura del frammento del De hortis di Gargilio Marziale, l...

Nota dell'autore

Questo è un racconto che mi ha accompagnato per oltre una decina d'anni ormai. L'ho lasciato e ripreso diverse volte, l'ho scritto in italiano e in inglese, l'ho anche parzialmente pubblicato, ma non sono mai giunto alla conclusione. È diventato per me come una "realtà parallela" in cui mi immergo quando ho voglia di uscire dalla routine del presente e immergermi nel passato. Negli anni, documentandomi per la scrittura, ho anche affinato la conoscenza di quel periodo storico così poco conosciuto a causa delle scarse fonti, ma così affascinante perché fa da cerniera tra l'età antica e quella medievale. L'idea per questo racconto mi venne da ancora prima, quando da giovane lessi i presunti appigli storici in cui affondavano le leggende arturiane. Mi venne la curiosità di scoprire fin dove si potesse rintracciare uno "zoccolo duro" di realtà storica dietro tutti i miti, e infine mi venne voglia di ambientare un romanzo in quella realtà storica, ...